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Crematorio, spunta il piano regolatore cimiteriale

Il leader de La Svolta Grasso torna sull’argomento con le carte del 1997 e chiede chiarezza alla Magistratura

CIVITAVECCHIA - Spunta il piano regolatore cimiteriale del ‘97 e i dubbi sul forno crematorio si moltiplicano. Il leader de La Svolta e consigliere comunale di minoranza Massimiliano Grasso, dopo l’articolo apparso su Etrurianews, ha convocato una conferenza per parlare di quella che è "una nostra battaglia da circa due anni". Sin dall’inizio, quando fu approvato il progetto con la famosa delibera di giunta 95, alcuni cittadini si opposero formando dei comitati per impedire la realizzazione del forno crematorio presso il cimitero nuovo di via Braccianese Claudia.

Tra accessi agli atti, ricorsi al Tar ed esposti (Furono proprio i consiglieri Grasso e Piendibene a presentarne uno) spaccature nella maggioranza ed effetti domino vari. Poi il silenzio, l’attesa di risposte da parte della Magistratura e il ricorso respinto al Tar. Nel silenzio i lavori sono andati avanti a ritmo serrato e il forno crematorio ormai è praticamente completo.

"Anche in precedenza - ha sottolineato Grasso - si parlava di un gigantesco abuso ma nessuno fino ad ora aveva trovato queste carte. Parliamo del piano regolatore cimiteriale del 1997. Qualcosa che nessuno, almeno per quanto ci riguarda, aveva mai visto". Grasso ha ripercorso alcuni dei punti salienti della vicenda, come la sua mozione presentata in consiglio comunale per bloccare l’opera "bocciata dall’amministrazione Cozzolino - ha tuonato - il forno crematorio lo ha voluto lui. Sono molti i vizi e gli abusi, segnalati alla Magistratura anche da me e Piendibene. Come consigliere comunale ho l’obbligo e il dovere di denunciare all’autorità competente eventuali vizi ed illegittimità e questo ho fatto. Voglio ricordare che parliamo di un diritto di superficie di 27 anni concesso con una determina dirigenziale ad un privato". Ma secondo il leader de La Svolta con questa scoperta si vanno ad evidenziare quattro ulteriori criticità, che sono un po’ la conferma di quanto già sospettato ed evidenziato a più riprese da opposizione e comitati. "Il primo - ha continuato Grasso - è un’enorme difformità relativa alla sagoma. Gli elaborati di dettaglio non erano noti e la sagoma è completamente difforme da quella realizzata. Il secondo - ha sottolineato - riguarda la superficie: parliamo di circa mille metri quadri in più rispetto a quanto previsto. Poi ci sono le tubature del gas (necessarie per alimentare un impianto di cremazione) che secondo il piano dovevano passare all’interno del perimetro cimiteriale e che invece passano fuori dalla cinta. Il quarto punto riguarda la viabilità. Dovendo spostare la quota superiore a quella sottostante si è dovuto scavare per circa quattro metri - ha spiegato il consigliere comunale di minoranza - si è venuta a creare una viabilità che non esiste nel piano cimiteriale, con rotonde e passaggi".

Quattro punti che vanno a minare tutto l’iter e l’opera, ormai realizzata, presso il cimitero nuovo. "Sono obbligato ad integrare il mio esposto con questa ulteriore documentazione - ha incalzato Grasso - i comitati avevano già evidenziato la necessità di una Vas ora, di fronte a tutte queste difformità, possiamo dire che serviva anche e soprattutto la Vas. Questo vizio - ha proseguito duro - non è comunque più sanabile. Cozzolino ha voluto il forno crematorio a tutti i costi, contro tutto e tutti, ha cercato di mettere una pezza con le prescrizioni  ma è riuscito soltanto a farsi fare causa dalla ditta. Alla luce di tutto questo - ha concluso - chiedo, nel massimo rispetto del lavoro della Magistratura, che si faccia chiarezza una volta per tutte dicendo se ci troviamo di fronte ad un abuso oppure no. Nel primo caso le soluzioni sono due: la demolizione o, come suggerirei, di acquisire il forno come patrimonio comunale. Così facendo non si tratterebbe più di un’impresa ma di un servizio voluto dal Comune, con limiti ben diversi".

Nei prossimi giorni il consigliere Grasso si muoverà su due fronti, il primo passo sarà quello di integrare l’esposto - denuncia. Sul piano politico invece "voglio sapere - ha detto il leader de La Svolta - se queste carte sono entrate nella disponibilità dell’amministrazione comunale perché è una questione che riguarda tutta la città. Se dovesse emergere che pur essendone entrati in possesso si è mantenuto il silenzio sarebbe un comportamento gravissimo e Cozzolino si dovrebbe dimettere immediatamente". Presenti anche alcuni esponenti dei comitati contro la realizzazione del forno crematorio. Nel corso di questi anni è stato più volte sottolineato come nella delibera 95 si facesse riferimento ad un’autorizzazione paesaggistica che invece era una parere favorevole. Un vizio mai sanato. Altro discorso il fatto che la delibera non fu mai portata in consiglio comunale, o i dubbi sui metri cubi che da una previsione di 900 sono passati ai 2600 con una sorta di ‘‘interramento’’. Dubbi e vizi di forma evidenziati a più riprese e da diversi fronti che fanno tremare tutto l’iter procedurale.   

Fra.Bal.

(08 Feb 2018 - Ore 20:22)

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